SEQUELIN’

September 29, 2008

Lost in Translation 2: Say What? (seguito di Lost in Translation)

Filed under: commedia — valido @ 12:04 am

Scarlett Johansson e Sofia Coppola non ritornano perchè alle prese con progetti personali più autentici e significativi, ma Bill Murray ha bisogno di soldi, per cui ora alla regia c’è il veterano Donald Petrie (Miss Detective con Sandra Bullock).

In pratica il Murray riprende uno dei suoi personaggi più amati, Bob Harris, in una nuova divertente e romantica avventura! Stavolta viene mandato in Kenya a girare uno spot per l’UNICEF.
Da un dialogo casuale con il tassista che è venuto a prenderlo all’aeroporto veniamo a sapere che lui e Charlotte si erano poi re-incontrati a New York, tipo che lui l’ha chiamata tre volte lasciandole dei messaggi ma lei non gli rispondeva, poi alla fine l’ha invitato a questa festa ma quando è arrivato lei era strafatta di coca e avvinghiata dura a Jamie Reynolds dei Klaxxons… insomma, lui ci è rimasto male e dopo 4 ore è tornato a casa. Il tassista annuisce comprensivo e gli fa “non ti preoccupare, qua basta che vedono che sei americano e ti scopano TUTTE”. A Bob brilla una fievole e sommessa luce di speranza negli occhi.

Quindi eccolo che arriva al suo alloggio ed essendo il Kenya è un alloggio molto povero. Vengono inquadrati degli elefanti – degli elefanti! ma sarà ben diverso da New York, eh?? – e Bob si tira degli schiaffi sul collo, probabilmente zanzare africane, di quel tipo talmente fastidioso che si capisce che non sono le solite zanzare nostrane. Primo piano su Bob a disagio. E poi dovete vedere che camera che ha! L’armadio con le grucce rotte, il letto che cigola, la lampadina che va a intermittenza, e il rubinetto che prima l’acqua non scende e poi scende tutta di un colpo e spruzza Bob in faccia! Le risate! Primo piano su Bob a disagio.

E qui comincia il bello! Dopo aver sistemato le valigie Bob scende a dare un’occhiata al panorame e indovinate: sono tutti negri e parlano tutti africano! Hahahaha! Bob non si capacita. L’unico che capisce la sua lingua è l’interprete (Djimon Hounsou: Blood Diamond, Il Gladiatore, …), ma non è una persona molto amichevole, non c’è del gran feeling… a questo punto c’è la scena divertentissima che tutti aspettavate dove lui gira questo spot dell’UNICEF e deve fare una faccia intensa e abbracciare un bambino mal nutrito, ma c’è incomprensione, il regista è agitatissimo e non si capisce cosa vuole e l’interprete traduce in modo vago, rifanno la scena mille volte e Bob ce la mette tutta mostrando tutta la sua gamma di espressioni da attore di classe, ma quando sembra che abbia azzeccato quella giusta ecco che da dietro una scimmia si agita senza motivo e gli tira una buccia di banana in faccia – haha! questa non ve l’aspettavate, eh? Nel primo non succedeva! Insomma, il regista africano se ne va agitato e incazzato bestemmiando in africano, e Djimon Hounsou guarda Bob con sguardo severo, come se fosse colpa sua, quando invece è chiaro che era colpa della scimmia e Bob non c’entra niente.
Primo piano su Bob con l’espressione mesta e disagiata che non ha la forza di protestare.
Vediamo più tardi che Bob viene sostuituito da un attore italiano con la barba a cui evidentemente hanno dato un copione diverso perchè non fa che ripetere una cosa tipo “bustah-pokow-kah-chow”.

Insomma, Bob se ne va al bar a bere del whisky sconsolato. Qua viene appezzato da due tipe di colore sui 150kg l’una, appariscenti ed aggressive, che lo vedono e gli dicono con accento africano: “Tu America? Tu fare bum bum con me?”. Bob prima non capisce ma poi capisce, e vorrebbe dire di sì, ma è troppo giù di morale e l’aggressività e appariscenza delle due donnone lo mette a disagio – se non altro scopre che il simpatico tassista aveva ragione.
Le due ciccione se ne vanno bestemmiando in africano, e qui il colpo di scena: pochi metri più in là, da sola, al bar, c’è una ragazza bianca! Non sono tutti negri! C’è un’altra bianca! Tra l’altro giovane e discretamente gnocca! Di quelle che se si tirassero sarebbero delle strafighe ma ora è vestita in modo modesto, maglione largo, colori spenti, poco trucco e capelli raccolti, per cui sembra abbordabile (è Hayden Panettiere della serie tv Heroes). Bob le si avvicina. “Ehhh, che posto enigmatico l’Africa… affascinante, certo, ma poi tutti parlano una lingua diversa incomprensibile e si fa fatica ad avere contatti umani davvero profondi, è un po’ come se si perdesse qualcosa… nella traduzione… non so se mi spiego…” “Lei si spiega eccome! Provo esattamente le stesse cose! Non sono qua da sola, sono venuto col mio fidanzato musicista Clive [Damon Albarn dei Blur al suo esordio sul grande schermo], ma lui non fa che passare il tempo con i suoi amici musicisti di colore che suonano i bonghi e non mi caga, per cui mi sento sola. Ad ogni modo mi chiamo Melissa, sto alla 302 e il mio cell è 0212 714 4646.” “Piacere Melissa, ti prego, chiamami Bob.” “Piacere Bob. Sento che c’è come un contatto tra di noi. Usciamo?”

Segue montaggio di momenti di tenera e innocente intimità fra Melissa e Bob. Li vediamo passeggiare per le strade del Kenya e ammirare le cose strane tipiche africane che a New York non ci sono e sorridere di complicità… tipo che vedono delle giraffe e le indicano ridendo con il tipico sguardo che sembra voler dire “ma queste a New York non ci sono!”, o che vedono un africano mal nutrito che indossa una t-shirt del Live Aid dell’85 e Melissa e Bob gli ridono dietro perchè gli africani sono troppo indietro con la cultura pop…e poi c’è questa scena dove trovano una tribù africana fare una danza tribale intorno al falò, allora fanno la faccia tipo “ma che usanza locale simpatica! facciamola anche noi!” e allora Bob si dipinge la faccia e – in una scena che siamo sicuri verrà ricordata come una delle più tenere e simpatiche dell’intera annata cinematografica – Bob si esibisce in una versione improvvisata di You Can Call Me Al di Paul Simon facendo buffi movimenti sgraziati che imitano le mosse di danza di quei selvaggi degli zulù che hanno intorno.
Melissa ride tantissimo, ma un primo piano ne rivela un’espressione che lascia trasparire forse qualcosa di più di semplice stima e simpatia. Forse. E’ ancora indecisa. Ma ci sta pensando. E’ in un momento di dubbio. Si sta chiedendo se c’è qualcosa di più. Ancora non lo sa.
La serata finisce con Bob e Melissa che hanno fatto amicizia con gli zulù, i quali li hanno invitati ad assaggiare le prelibatezze tipiche del loro villaggio. Loro le assaggiano curiosi ma poi Bob le sputa chiedendo che cos’era, al che gli zulù con gesti da selvaggi fanno capire che si trattava di carne umana di missionario, e allora Bob e Melissa sputano tutto schifati e se ne vanno, ma poi sulla strada di ritorno ripensandoci sorridono – che buffo aneddoto da raccontare una volta a casa! Non ci crederanno mai!

Arrivati agli alloggi, Melissa torna in camera dove ad aspettarla è un Clive impegnatissimo a provare quattro tipi di percussioni diverse che in realtà a sentirle sembrano tutte uguali, e a non cagarla. Melissa guarda Bob dispiaciuta. “Grazie per la bellissima serata, Bob. Mi sono divertita tantissimo. Ma ora devo tornare da Clive. E’ il mio mestiere. Sono la sua morosa. Buonanotte.” Però si vede che lo fa controvoglia. Primo piano su Bob a disagio.
Segue montaggio malinconico in dissolvenza di scene di Bob solo in camera sua al top della disageria – a un certo punto lo vediamo pure al telefono con l’ex moglie che stavolta viene anche inquadrata, è una tipa davvero brutta e antipatica, coi bigodini in testa, che sbraita ma si capisce che spara solo cazzate presuntuose, mentre dietro di lei due bambini obesi stanno buttando dei piatti in terra e spalmando della cioccolata sui muri.
La mattina seguente, Bob viene svegliato da una telefonata: è Melissa che gli comunica che ha mollato Clive e ora è all’aeroporto e sta tornando a New York da sola, ma ci teneva a salutarlo per l’ultima volta. Bob la saluta, le augura il meglio dalla vita, e mette giù.
Gli vanno proprio tutte storte. Primo piano su Bob che più a disagio di così non lo si era mai visto, ma – colpo di scena – la sua espressione muta di scatto e si fa seria e decisa. “Eh no, non posso stare a disagio tutta la vita, non può finire così, CRISTO!”.
Bob si riveste di fretta, inciampa, si rialza, corre fuori, tira una spallata a Djimon Hounsou che passava lì per caso e rimane stizzito, chiama un taxi, ma ci sono solo negri e nessuno capisce la sua lingua, e allora – tenetevi forte – ruba un elefante! E in groppa a questo mezzo di trasporto improvvisato ed inusuale cavalca trionfante verso l’Aeroporto Nazionale del Kenya. Le facce buffe che non fa mentre sta in groppa a questo elefante…

E’ il momento che tutti aspettavate.
Scatta Just Like Honey, stavolta coverizzata dai Keane.
Bob vede Melissa, la chiama a gran voce, la blocca, la raggiunge e le sussurra qualcosa nell’orecchio che noi non riusciamo a sentire.
Ci sono momenti di altissima suspence, dovuti all’espressione indecifrabile di lei.
Ma quando ormai gli spettatori stavano perdendo anche questa volta la speranza di sapere checcazzo mai si erano detti, ecco che Melissa si illumina in volto e chiede: “Cosa?? Mi hai appena sussurrato nell’orecchio che mi ami tantissimo che non puoi vivere senza di me e mi vuoi sposare???”
“Sì, ti ho appena sussurrato questo Melissa. Ti ho appena sussurrato questo.” risponde Bob lievemente timoroso.
Crescendo musicale e inquadratura su Melissa: “Ma questo è il giorno più bello della mia vita!!! Ti amo tantissimo anch’io Bob, al punto che sono disposta a passare sopra all’enorme differenza di età che ci separa, e dico di sì, sposiamoci, così, secca, anche se ti conosco da tipo 12 ore, non abbiamo ancora nemmeno limonato e non so nemmeno quanti viagra ti ci vogliono per fartelo rizzare!!! Corro a cambiare il biglietto dell’aereo e pigliarlo uguale al tuo”.
Scommetto che vi state commuovendo.

Durante i titoli di coda accade l’inaspettato: praticamente arriva un tizio che comincia a spezzare ossa a destra e a manca facendo fuori con violenza il 75% delle comparse. Salta fuori che l’elefante con cui Bob è arrivato all’aeroporto era di proprietà di Tony Jaa, che quindi era venuto a riprenderselo e a manifestare la sua contrarietà.

9 Comments »

  1. Cavolo, con le 4 righe finali mi hai rovinato la battuta che già serbavo…

    Certo che, raccontato così, il film della Coppola pare davvero ridicolo; ma è una sorta di caustica ironia (leggi: la Coppola ti ha fatto cagare) o un modo per sottolineare che lo stile e la messinscena possono riscattare soggetti piatti e banali?

    Comment by Spettatore di provincia — September 29, 2008 @ 6:02 am

  2. Mah, a dirla tutta a me il film della Coppola era piaciuto, e’ piu’ la seconda ipotesi anche se non precisamente… Se vogliamo proprio svelare le intenzioni e’ piu’ un mio omaggio a Hollywood nei suoi momenti di vampirismo piu’ estremo, quando per opportunismo o necessita’ impellente succhia un’idea che in origine aveva la sua discreta dose di dignita’/significato e tenta di trasformarla in una macchina da consenso popolare (il miglior esempio che mi viene a quest’ora e’ Rambo 2) :)

    Comment by valido — September 29, 2008 @ 8:19 am

  3. Valido non ce la posso fare… è luuuuuuuuungoooooo
    :D

    Comment by lasuicidasentimentale — September 29, 2008 @ 10:47 pm

  4. Oh ma che te lo devo dire io che nessuno ti costringe a leggerlo in una botta sola?? Non e’ che domani lo cancello… ma guarda te… ci sono pure i paragrafetti belli divisi per facilitare…
    ;)

    Comment by valido — September 29, 2008 @ 11:09 pm

  5. ma lo sai che io ho i disturbi dell’attenzione e la memoria a brevissimo termine.. poi arrivo al secondo paragrafo, nel mezzo ci prendo il caffè, e mi dimentico il primo e così via.. fino alla fine… ricomincio sempre… uhmm… mi viene giusto in mente il sequel di qualche cosa… uhmmm..
    :P

    Comment by lasuicidasentimentale — September 30, 2008 @ 1:32 pm

  6. Faccio finta che non sia una plateale offesa al mio modo di scrivere che tu apparentemente ritieni intricato e noioso senza nemmeno dargli una possibilita’

    ;)))

    Comment by valido — September 30, 2008 @ 1:35 pm

  7. veramente è un’offesa al mio cervello di femmina limitata. però ho grandi capacità nello scegliere le scarpe in abbinamento all’abito giusto
    :P

    Comment by lasuicidasentimentale — September 30, 2008 @ 9:19 pm

  8. Bate Borisov – Juventus 2 – 2

    Comment by valido — September 30, 2008 @ 10:22 pm

  9. immenso!!! sto ancora ridendo come un deficente.
    i complimenti per i complimenti!

    Comment by emiliano — October 15, 2008 @ 10:25 pm


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