SEQUELIN’

September 24, 2008

Fuga dal G.F. (seguito di Fuga da L.A.)

Filed under: fantascienza — valido @ 11:10 am

Ok, eravamo rimasti che Jena Plissken aveva spento il mondo con il telecomando dichiarando “Benvenuti nel regno della razza umana”.
Con un breve prologo si riparte esattamente dallo stesso istante: approfittando del blackout, un soldato (una recluta al suo primo giorno) tira uno schiaffo a Jena, riprende il telecomando e riaccende il mondo esattamente come se nulla fosse. Jena ci rimane di sasso e non ha la forza di reagire al conseguente arresto: le autorità non s’incazzano, si rendono conto che dopotutto è stata una burla di pochi secondi finita bene, e non calcano la mano.

2025.
NOW.
Il mondo è messo da culo come sempre, giusto un po’ peggio.
Il destino dell’umanità intera è di nuovo in pericolo.
In pratica la presidentessa degli Stati Uniti (che ora comprendono Canada, Messico, Portorico, Iraq, Iran, Afghanistan, Corea unificata e Giamaica) La Havana Hilton (nipote di sapetechi) sta sorvolando Las Vegas con il suo jet privato per andare da un casinò all’altro in campagna elettorale, quando di colpo le cade il telefonino giù dal jet (non si capisce bene come fa… questo è un po’ un buco di sceneggiatura coperto da un sapiente montaggio frenetico alla Paul Greengrass).
Il telefonino le serve tantissimo. TANTISSIMO. È vitale. Non viene spiegato perchè, ma un primo piano di La Havana Hilton che dice “Mi serve TANTISSIMO” convince anche gli spettatori più esigenti.
Il pacco è che le è caduto in quello che nel 2025 è il posto più fortificato dell’Universo: la casa del Grande Fratello.
La priorità è non scatenare il panico per non rischiare violente ribellioni di massa, per cui la cosa va gestita con delicatezza.
Insomma, l’unica è ricorrere al buon vecchio Jena Plissken.
La strategia consiste nel nasconderlo in un pacco “sorpresa” e spacciarlo come nuovo inquilino della casa. Ha soltanto 24 ore di tempo, dopodichè il piano è dargli uno schiaffo e spegnerli il pacemaker (è più che sufficiente, ormai ha una certa e ha i riflessi arrugginiti da quella volta di cui sopra).
Jena è ingasatissimo: dagli 24 ore di tempo per imbarazzare il governo dall’interno e lui ci sguazza. Insomma, inizialmente se la tira come al solito, La Havana sta quasi per cambiare idea, poi lui si rende conto e fa marcia indietro scongiurandola “ti prego ti prego ti prego puoi anche chiamarmi Jena giuro” e allora glielo mandano. “E ricordate la bazza delle 24 ore” dice pure.
Insomma, va dentro.
Ci trova il solito campionario di personaggi: l’oca bionda, l’oca mora, l’oca bionda n.2, un commesso maschio di Gap, un trans, un culturista di colore, un cristiano evangelico di 11 anni, un’ex prostituta tailandese (avete già capito le coppie), l’oca rossa tutto pepe pazza pazza e tanto complicata (da Milano), un nano, un indiano, una femminista di 55 anni con una barba alla Carlo Marx, un authentic altbro 23enne di Toronto che voleva fare il cantante indie ma gli hanno detto che era troppo vecchio, Rhys Ifans (in persona), un fratello e sorella dell’Arkansas a cui il GF ha chiesto per gioco di fingere di essere marito e moglie ma loro hanno esagerato e ora lei aspetta due gemelli, e Kuato di “Atto di forza”.
Jena è prontissimo a litigare con tutti ma non fa in tempo ad aprire bocca che tutti litigano con lui. L’oca bionda n.2 corre subito in confessionale a piangere inconsolabile perche’ secondo lei la benda all’occhio di Jena è finta ed è solo per accattivarsi la simpatia delle casalinghe. La femminista di 55 anni invece cerca subito di sedurlo, scatenando le ire della moglie ospite in studio.
La vita all’interno della casa è insomma un inferno.
È il terzo capitolo della saga, per cui è il momento di sapere un po’ di più del background di Jena: toccante la scena al confessionale in cui il nostro racconta al GF come si è fottuto l’occhio (in un flashback al rallenty in bianco e nero sgranato vediamo il piccolo Jena a 8 anni in vacanza a capodanno a Napoli scartare con eccitazione il petardo illegale che il padre gli ha appena regalato).
Durante la diretta televisiva della sera a Jena viene chiesto di partecipare un gioco in cui deve vestirsi da messicana e ballare il flamenco cantando il vecchio hit “Umbrella” di Rhyanna: lui s’impegna tantissimo e vince per un pelo battendo Kuato che aveva il vantaggio di poter concentrarsi sulla coreografia con una testa e cantare con l’altra (la scena è girata con un’adrenalina che lascia senza fiato), ma quando gli dicono che il premio consisteva soltanto nel scegliere un compagno da portare nella suite rimane visibilmente deluso. E sceglie la femminista.
Dopo una romantica scena di sesso sulle note di “Unbreak my heart” di Toni Braxton, Jena trova il telefonino di La Havana Hilton proprio nella barba della femminista.
A quel punto vorrebbe scappare, ma ecco il colpo di scena: il culturista di colore è nient’altro che il figlio del Duca. Quel Duca (vedi primo film). La scazzottata che ne consegue è epica, ma Jena vince grazie al televoto che lo elimina dalla casa quando mancano appena 50 secondi alla scadenza delle 24 ore.
Jena esce, consegna il telefonino a La Havana e se ne va solitario.
La Havana è eccitata come una ragazzina, ma di colpo la gioia si tramuta in orrore: Jena le ha cambiato la suoneria di “Hairspray” con “Welcome to the jungle” dei Guns’N’Roses.
Inquadratura su Jena sorridente.
Titoli di coda.

Al Friday Prejudice Kekkoz gli mette il pensatore perchè l’ex prostituta tailandese è interpretata da John Oliver del Daily Show.

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2 Comments »

  1. Meraviglioso.
    Perché non provi a farti assoldare da Uwe Boll e David Zucker (insieme) per scrivergli le sceneggiature?

    Comment by Spettatore di provincia — September 25, 2008 @ 9:53 am

  2. Assoldare? Per il Dr. Uwe io lavorerei gratis e gli farei pure da sparring partner agli allenamenti di boxe…

    Comment by valido — September 25, 2008 @ 9:56 am


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